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MA LA CARNE ROSSA FA BENE O FA MALE?

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1990

Ultimamente il consumo della carne bianca rispetto alla carne rossa ha avuto un maggior incremento soprattutto a causa della “malattia della mucca pazza” cioè l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE) che ha fatto la sua comparsa in Inghilterra negli anni ’90 e sembra anche in Italia nel 2001 con qualche caso. I casi riscontrati nell’uomo di questa mortale malattia cerebrale, chiamata malattia di CREUTZFELD – JACOB, sono stati causati da consumo di carne di manzo di animali infetti. Questa malattia che può contaminare molte specie animali e l’uomo può essere trasmessa da una specie all’altra attraverso il consumo di materiale biologico infetto. Questa malattia si è sviluppata in Inghilterra con la pratica di nutrire gli animali con le carcasse di altri animali, specialmente con carcasse di pecore infettate dallo “scraple” che è la variante ovina della BSE. Gli agenti infettivi sono chiamati prioni, un riconosciuto agente patogeno che trasporta le informazioni ma non si può considerare un organismo vivo. I prioni sono piccole proteine che distruggono completamente il sistema di informazione degli ormoni cellulari e dei neurotrasmettitori. I prioni sono particolarmente resistenti agli antibiotici e agli agenti antivirali e causano una incurabile degenerazione del cervello che è sempre letale. Quindi anche se la possibilità di contrarre questa malattia è estremamente rara è senz’altro meglio scegliere carni di animali che crescono e vengono allevati in libertà in pascoli e che si è sicuri che non siano alimentati con mangimi preparati con carcasse di altri animali. Ma esiste un’altra ragione per scegliere carne d’animali allevati nei pascoli e non in spazi angusti, stalle superaffollate e alimentati con tecniche artificiali e granaglie: questa ragione si chiama omega-3. Credo che ultimamente gli omega 3 siano uno dei fattori dell’alimentazione di cui si sente parlare di più e senz’altro a ragione veduta. Infatti è dimostrata la connessione tra apporto di omega 3 e una varietà di malattie del giorno d’oggi quali malattie cardiovascolari, problemi dermatologici, problemi allergici, infiammazioni articolari, malattie immunitarie, problemi della funzione riproduttiva (sia per l’uomo che per la donna), problemi delle funzioni mentali e l’invecchiamento. Al giorno d’oggi la nostra alimentazione è troppo povera di omega 3 ed i nostri equilibri a livello di produzione di prostaglandine che sono quei precursori ormonali che regolano quelle funzioni suddette ne risultano alterati. Sam Graci nel suo libro “The food connection” afferma che “gli animali in libertà che si possono nutrire di erba ed anche muoversi liberamente hanno una carne con una percentuale di grasso solo del 3-4% e che ha un contenuto sei volte maggiore di omega 3 rispetto alla carne di animali nutriti con granaglie” che vengono ingrassati fino ad una percentuale del 30-40% di grasso. Eberhard e Phillis Kraonhausen nel libro “Formule for life” scrivono che la carne degli animali infarcita di grassi saturi cioè la cosiddetta “marezzatura” che da il gusto e la morbidezza alla carne è predisposta alla perossidazione con produzione di radicali liberi che favoriscono l’insorgenza del tumore del colon. Loren, Cordain Ph. D, autore del libro “La dieta paleolitica”, ed i suoi colleghi, hanno condotto uno studio dove si analizzava il contenuto nutritivo di vari tipi di selvaggina ed hanno concluso che la carne di bestiame alimentato con erba, possiede un profilo nutrizionale simile a quella della selvaggina di cui si nutrivano i nostri antenati nel paleolitico che non soffrivano delle nostre malattie dismetaboliche. Come fare allora, dobbiamo rinunciare alla bistecca di manzo in quanto purtroppo il nostro bestiame è allevato in spazi angusti e fatto ingrassare con cereale? “No”, risponde il Dott. Ettore Zanoli direttore marketing della Sopexa, (agenzia internazionale a tutela delle produzioni agro-zootecniche francesi), “in Francia, ad esempio, il bestiame è lasciato pascolare liberamente in grandi spazi verdi soprattutto nei primi anni di vita, per costruire così una solida struttura fisica all’insegna della massima naturalità d’allevamento. Il tutto grazie anche alla particolare conformazione del territorio francese che con basse densità di agglomerati urbani dispone di ampi spazi da dedicare alle produzioni agro-zootecniche. A garanzia inoltre di un livello qualitativo decisamente “naturale”, in Francia da tempo si pone particolare attenzione alla rintracciabilità del ciclo di vita di ogni prodotto, permettendo così al consumatore finale di poter eventualmente “verificare” la naturalità dell’allevamento che ha permesso la produzione di carni d’elevato valore nutrizionale” Non priviamoci del gusto di mangiare una buona costata ma assicuriamoci che la carne provenga da animali allevati in maniera biologica e naturale. Jery Braimum scrittore di Iron Man afferma “Costringere il bestiame a mangiare i cereali è naturale quanto costringere gli uomini ad alimentarsi di plastica”.

 

CONTENUTO IN OMEGA-3 NEGLI ALIMENTI

OLIO DI LINO

17

NOCI

7

FAGIOLI DI SOIA

2

SGOMBRO

1.9

TROTA DI LAGO

1.6

SALMONE

1.5

SARDINA

1.4

TONNO FRESCO

1.3

MANDORLE

1

GERME DI GRANO

0.7

FAGIOLI ROSSI

0.6

ARACHIDI

0.6

OLIVE

0.5

TACCHINO

0.3

MANZO 80 % MAGRO

0.3

TONNO IN SCATOLA

0.2

POLLO

0.2