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COLESTEROLO ALIMENTARE E SALUTE DEL CUORE

COLESTEROLO ALIMENTARE E SALUTE DEL CUORE
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Dal vecchio dogma alla nuova visione
Per molto tempo il colesterolo alimentare è stato considerato un nemico da evitare in modo quasi assoluto. La teoria era semplice: più colesterolo introduciamo con il cibo, più ne ritroveremo nel sangue e maggiore sarà il rischio di malattie cardiovascolari. Oggi però questa visione si è notevolmente evoluta. Un documento molto autorevole dell’American Heart Association (AHA Advisory, 2020) ha rivisto criticamente le prove scientifiche disponibili, mostrando che il legame tra colesterolo “nel piatto” e malattie cardiache non è affatto diretto come si pensava.

Cosa mostrano davvero le ricerche
Le linee guida più recenti non stabiliscono più un limite massimo di colesterolo da consumare ogni giorno. Questa scelta deriva da una revisione sistematica di studi condotti sull’uomo (Systematic Review AHA, 2020), secondo cui le grandi ricerche osservazionali non hanno trovato un’associazione costante tra il consumo di colesterolo alimentare e l’aumento del rischio di infarto o ictus (Observational Studies Review, 2020).
Quando però si analizzano gli studi controllati, cioè quelli in cui la dieta viene modificata intenzionalmente dai ricercatori, si osserva che un apporto particolarmente elevato di colesterolo può contribuire all’aumento dell’LDL, la frazione considerata più “rischiosa” (Meta-analysis Clinical Trials, 2019). Ma la stessa AHA ricorda che, nella maggior parte dei casi, gli alimenti ricchi di colesterolo sono anche ricchi di grassi saturi, e sono proprio questi ultimi ad avere l’impatto più significativo sul profilo lipidico (AHA Advisory, 2020). Separare i due effetti è difficile e spesso impossibile in modo preciso (Dietary Fats and Cholesterol Review, 2019).

Perché oggi si guarda allo stile alimentare nel suo insieme
La comprensione attuale porta gli esperti a sottolineare che ciò che conta non è un singolo nutriente, ma l’intero modello alimentare. Le diete che mostrano i benefici più chiari per la salute del cuore sono la Mediterranea e la DASH, entrambe ricche di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce, olio d’oliva e con un apporto ridotto di grassi saturi (Mediterranean Diet Evidence Review, 2019; DASH Review, 2019). In questi contesti, il colesterolo alimentare diventa soltanto un tassello di un puzzle molto più grande.

Il caso delle uova, tra miti e nuove evidenze
Poche cose hanno generato tanto dibattito quanto le uova. Per anni sono state considerate un alimento “pericoloso” da consumare con estrema cautela. Oggi questa visione risulta ridimensionata. Gli studi osservazionali più ampi non hanno evidenziato un aumento del rischio cardiovascolare nei consumatori abituali (Egg Consumption Observational Review, 2020). Gli studi sperimentali mostrano che un aumento dell’LDL è possibile, ma spesso si verifica in contesti in cui la dieta è ricca anche di grassi saturi (Cholesterol Feeding Trials, 2019). Per le persone sane e con una dieta equilibrata, un consumo moderato — come un uovo al giorno — è considerato accettabile e sicuro (Clinical Guidance AHA, 2020). La FDA americana recentemente ha finalmente riconosciute come “healthy food”, ovvero un alimento sano e benefico, le uova e nella misura di un uovo nal giorno anche i persone affette da malattie cardiovascolari o diabete.

La variabilità individuale: una chiave che spesso sfugge
Un elemento fondamentale è che non tutti reagiamo allo stesso modo. Alcune persone sono “iper-rispondenti” al colesterolo introdotto con la dieta e mostrano aumenti più significativi dell’LDL; altre, invece, manifestano cambiamenti molto modesti (AHA Advisory, 2020). Questa variabilità è una delle ragioni per cui oggi si preferisce parlare di personalizzazione dell’alimentazione, piuttosto che di regole assolute.

Come interpretare tutto questo nella vita quotidiana
Il messaggio delle linee guida è chiaro: non ha più senso demonizzare il colesterolo alimentare né fissare limiti rigidi validi per tutti (AHA Guidelines Update, 2020). Ciò che conta è la qualità complessiva della dieta. Un’alimentazione ricca di vegetali, fibre e grassi insaturi, e povera di grassi saturi, tende naturalmente a mantenere equilibrati i livelli di colesterolo nel sangue e a ridurre il rischio cardiovascolare (Dietary Patterns Review, 2020). In questo tipo di dieta, anche alimenti contenenti colesterolo possono trovare spazio senza allarmismi.

Una nuova prospettiva più equilibrata
La scienza non sostiene che il colesterolo alimentare sia irrilevante, ma che il suo ruolo non può essere isolato dal resto della dieta e dello stile di vita. L’approccio non è più “evitare il colesterolo”, bensì costruire un modello alimentare sano, sostenibile e complessivamente favorevole alla salute del cuore. In altre parole, più equilibrio e meno paure inutili: un cambiamento che ci permette di fare scelte più consapevoli, e soprattutto più serene, a tavola.

Fonte: Dietary Cholesterol and Cardiovascular Risk: A Science Advisory From the American Heart Association