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DIGIUNO INTERMITTENTE PER PERDERE GRASSO, MA NON I MUSCOLI

DIGIUNO INTERMITTENTE PER PERDERE GRASSO, MA NON I MUSCOLI
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Negli ultimi due anni tutti hanno dovuto lottare con l’attuale pandemia di coronavirus, tuttavia questa situazione ci ha “distratto” da una ben più infima, perché silente, pandemia di obesità che si è aggravata tra lockdown, mancanza patologica di movimento e sfoghi alimentari.

Attualmente circa il 30% della popolazione mondiale si ritrova in sovrappeso.

Questa situazione sta creando una moltitudine di persone che, invecchiando, statisticamente saranno maggiormente predisposte a fare i conti con patologie correlate a stili di vita errati, ossia insulino-resistenza, diabete, ictus, problemi cardio-vascolari, demenza precoce e Alzheimer, con un impatto economico-sociale di non poco conto.

Specialmente negli studi che coinvolgono interventi dietetici e supplementari in gruppi di anziani, si è notato che quest’ultimi non sono in grado di seguire le raccomandazioni nutrizionali per lunghi periodi di tempo.

Un altro problema significativo nel mantenimento di un peso corporeo sano nella popolazione anziana è la mancanza di un’adeguata attività fisica.

Nelle circostanze di un eccesso di peso corporeo esistente, l’aumento dell’attività fisica può, tuttavia, portare a un sovraccarico del sistema osteoarticolare.

Ciò richiede di conseguenza che gli interventi dietetici siano intrapresi per primi.

Gli scienziati sono quindi continuamente alla ricerca di soluzioni efficaci, facilmente attuabili e magari a basso costo per arginare questo costante aumento di peso.

Un piccolo, recente, studio polacco, ci suggerisce di utilizzare il digiuno intermittente (IF: Intermittent Fasting) come soluzione (parziale) al problema.

I programmi IF dimostrano un’efficacia comparabile alla restrizione calorica nell’abbassare il grasso corporeo, una maggiore sensibilità all’insulina, una riduzione del peso corporeo in eccesso, un miglioramento del profilo lipidico, un ridotto rischio di malattie cardiovascolari e un allungamento dell’aspettativa di vita tramite la riduzione del rischio di cancro, delle malattie infiammatorie e riducendo lo stress ossidativo che può portare a danni significativi alle strutture cellulari.

Vediamo allora insieme da vicino questo studio.

I ricercatori della Opole University of Technology in Polonia hanno diviso casualmente in due gruppi (sperimentale e controllo) un totale di 45 donne, tutte di età superiore ai 60 anni.

Le donne del gruppo sperimentale hanno attuato il digiuno intermittente (finestra alimentare 16:8) per la durata dello studio, ossia 6 settimane.

Questo significava che alle donne non era permesso mangiare dalle ore 20:00, fino alle ore 12:00 del mattino seguente.

Naturalmente potevano idratarsi, secondo necessità.

L’unica condizione imposta dal protocollo dello studio era che non assumessero calorie durante le 16 ore di digiuno (mentre per le restanti 8 ore potevano alimentarsi a sazietà).

Le donne del gruppo di controllo hanno continuato a mangiare come erano solite fare.

Analizziamo ora i risultati: i soggetti sia nel gruppo sperimentale che nel gruppo di controllo avevano un valore medio di BMI superiore a 25 kg/m2, il che significa che erano in sovrappeso.

In entrambi i gruppi, i risultati delle misurazioni iniziali non hanno indicato alcuna differenza di peso corporeo (circa 70 kg) tra i gruppi, mentre l’esame eseguito dopo l’esperimento ha dimostrato una differenza (circa 2 kg) a favore del gruppo sperimentale.

Sulla base della valutazione dello stato mentale, tutti i soggetti hanno dimostrato un’assenza di segni di deterioramento cognitivo e demenza sia prima che dopo l’esperimento.

È stata osservata una differenza statisticamente significativa nella relazione tra i risultati delle prove iniziali e finali in termini di diminuzione dei valori BMI e del valore del peso, nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo di controllo.

Lo stesso livello di significatività è stato ottenuto per quanto riguarda le differenze tra le prove iniziali e finali in termini di valore relativo e assoluto della massa grassa.

La massa muscolare scheletrica non è cambiata in modo significativo, il che indica una reale diminuzione della massa grassa.

Avviandoci alla conclusione, l’applicazione del digiuno intermittente nelle donne anziane ha provocato cambiamenti positivi nella composizione corporea, inoltre l’alimentazione a tempo limitato (TRF) è caratterizzata da un rapporto inferiore di abbandono della dieta rispetto ad altre forme di digiuno che comportano l’astinenza periodica dal cibo.

Nonostante siano necessari ulteriori studi a lungo termine che coinvolgano gruppi sperimentali più grandi, con differenziazione in termini di sesso ed età, il protocollo 16:8 del TRF fornisce un’interessante alternativa alle diete tradizionali per perdere peso mantenendo pressoché inalterata la massa magra.

Fonte: Przemysław Domaszewski, et al. Effect of a Six-Week Intermittent Fasting Intervention Program on the Composition of the Human Body in Women over 60 Years of Age. Int. J. Environ. Res. Public Health 2020, 17(11), 4138