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IL SULFORAFANO, UNA MOLECOLA ECLETTICA

Redazione
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Il Sulforafano, molecola presente nelle brassicacee, è un composto chimico (isotiocianato di 4-metilsulfonilbutano) che in natura troviamo nei broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, cavoli e cime di rapa. Nei sopraelencati alimenti si trova prevalentemente nella forma inattiva glucorafanina che viene trasformata in sulforafano grazie all’azione degli enzimi mirosinasi presenti naturalmente nelle crucifere e rilasciati quando

CARDIO PRIMA O DOPO L’ALLENAMENTO CON I PESI?

Massimo Spattini
L’allenamento contro-resistenza immediatamente seguito dall’esercizio cardiovascolare è diventata una pratica standard per massimizzare la massa muscolare e ridurre il grasso corporeo. Nonostante l’uso popolare di questo approccio, è abbastanza evidente che il corpo risponde in modo molto diverso a entrambe le modalità di allenamento, soprattutto a livello molecolare e cellulare. Infatti, non solo le reazioni

MELATONINA E COVID-19

Redazione
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La melatonina è un ormone prodotto dall’organismo, quindi è fisiologicamente presente nel nostro corpo, migliora la qualità del sonno rendendolo profondo e ristoratore. E’ noto che un buon sonno promuove la risposta Th1 e quindi la produzione di interferone gamma che è un componente essenziale della risposta antivirale dell’organismo al COVID-19. I pazienti che mostrano

COVID-19: UNA SPERANZA DALLA N-ACETILCISTEINA

Redazione
La FASEB (Federation of American Society of Experimental Biology) è un’organizzazione i cui membri rappresentano un totale di oltre 80.000 scienziati. Un loro recente rapporto dell’11/8/2020 afferma: “la somministrazione orale di N-acetilcisteina (NAC), alla dose di 600 mg due volte al giorno, può essere proposta a scopo preventivo finalizzato ad attenuare il rischio di sviluppare

ATTIVITA’ FISICA E SISTEMA IMMUNITARIO

Massimo Spattini
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Durante un allenamento l’organismo è sottoposto a uno stress che, per essere positivo e comportare dei benefici fisiologici e modellare il corpo, deve essere proporzionato alle capacità soggettive e anche al riposo/recupero, durante il quale avvengono le modificazioni adattative. Possiamo quindi evidenziare che la risposta dell’apparato immunitario è comunque bifasica, ottenendo: miglioramento entro un certo

OMEGA 3 E IPERTROFIA

Massimo Spattini
Gli omega 3 hanno un’azione antinfiammatoria, ma per i bodybuilder questo non è necessariamente positivo poiché l’infiammazione nelle cellule muscolari, in seguito all’allenamento, è funzionale all’ipertrofia e quindi aumento della massa muscolare. Una dieta perciò ad alto contenuto di pesci grassi, ricchi di omega 3, potrebbe andare in contrasto con lo stimolo ipertrofico indotto dall’allenamento.

GRASSO VISCERALE E COVID-19

Massimo Spattini
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Uno studio pubblicato il 12 agosto 2020 negli “Annals of Internal Medicine” è stata messo in relazione che l’obesità negli uomini e non nelle donne è un fattore indipendente di rischio di morte nei pazienti affetti da infezione COVID-19. Gli autori ritengono che la causa sia da ritenersi nel maggior grasso viscerale che gli uomini

PEPTIDE THERAPY

Massimo Spattini
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Si è concluso il mio ultimo percorso di studi per ottenere la “Certificazion in PEPTIDE THERAPY” della “American Academy of Anti-aging Medicine” (unico medico in Italia). La senescenza cellulare è uno stato in cui le cellule staminali diventano incapaci di proliferare. Una cellula che non prolifera è incapace di permettere all’organo l’adempimento di tutte le

IL PASTO DI “SGARRO”.

Massimo Spattini
Buone notizie per chi è abituato a fare un pasto alla settimana libero. Un nuovo studio pubblicato sul British Journal of Nutrition il 28 agosto 2020 era intitolato: Physiological Responses to Maximal Eating in Men . I ricercatori del Center for Nutrition, Exercise and Metabolism presso l’Università di Bath hanno confrontato l’effetto del mangiare normale

VITAMINA D E MORTALITA’ PER CORONAVIRUS

Redazione
Il sunto di quanto più dettagliatamente sarà spiegato è il seguente: se si finisce nel reparto di terapia intensiva perché si è stati infettati dal coronavirus, le possibilità di sopravvivenza sono migliori se si possiede uno stato di vitamina D ottimale. Ciò è stato evidenziato da diversi studi tra cui anche uno italiano recentemente pubblicato